Museo dell'Arte della Tornitura del Legno
La produzione di oggetti di legno tornito è stata una caratteristica dell'artigianato cusiano fino agli anni Cinquanta e ancora oggi a Pettenasco alcune ditte propongono prodotti che derivano da tale tradizione.Il museo dell'Arte e dellaTornitura del Legno, ha trovato recentemente sede nell'antica torneria posta sulla Roggia Molinara, Dopo un accurato e originale intervento di restauro, offre al pubblico una pregevole mostra di attrezzi, utensili, macchinari ed oggetti provenienti da vecchie "fabbriche" e laboratori artigianali locali. Il museo è parte dell'Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone al quale ci si dovrà rivolgere per la visita.
A Pettenasco sin dal 1700 esistevano ben 5 mulini ad acqua alimentati dalla Roggia Molinara derivata dal Pescone.Nella seconda metà dell'800 questi mulini furono trasformati in "fabbriche" nelle quali, utilizzando la forza idraulica, iniziò l'attività di tornitura del legno. Nel 1922 erano attive 6 "fabbriche" a testimonianza di un'attività tradizionale forte, proseguita fino agli anni '70.
Il progetto del nostro Museo, partì proprio da queste considerazioni. Con lo stanziamento dei primi fondi da parte degli enti coinvolti: Regione, Provincia, Ecomuseo e Comune di Pettenasco, è in fase avanzata il restauro del piano terra del mulino-tomeria del "Beniamin" dove saranno trasferiti tutti gli oggetti che attualmente sono esposti nella Casa Medioevale. La sistemazione del piano superiore, che verrà adibito a mostre didattiche e biblioteca, sarà affrontata nei prossimi anni compatibilmente con i fondi disponibili.
L'allestimento interno è stato affidato ali Architetto Ettore Sottsass che grazie alla sua grande esperienza ed indiscussa capacità, darà un grande contributo alla qualità ed all'immagine del nostro Museo.
Davide Piazza
Culture secolari sono state soppiantate e con esse sono sparite e sono rimasti nell'ombra i loro patrimoni costituiti da ambiente, mestiere, tecnologia e tradizione.Pettenasco vuole offrire ai turisti cioè vi fanno sosta con le bellezze naturali del paesaggio anche una storia di costume e di antica civiltà, che ne sono le componenti essenziali".
Queste parole sono poste all'ingresso del Museo dell'Arte della Tornitura del legno di Pettenasco, centro rivierasco situato tra Orta e Omegna, e ben sintetizzano gli scopi di questa iniziativa creata per salvaguardare un patrimonio culturale importante non solo per il territorio di appartenenza.
Il Museo infatti è per chi lo visita uno di quei luoghi della memoria che se per certi versi sembrano provenire da un passato quasi remoto sono in realtà la testimonianza di qualcosa che fino a una generazione fa era parte integrante della normalità quotidiana.
Ora è ospitato provvisoriamente nella antica Casa Medioevale di Pettenasco, in attesa che siano terminati i lavori di restauro dell'antica torneria posta sulla roggia Molinara. Proprio là dove scorre e ha termine la roggia, un canale d'acqua che è una derivazione del torrente Pescone, fino verso la fine degli anni cinquanta erano attivi diversi mulini degli artigiani del legno, denominati in tempi successivi fabbriche.Questi artigiani erano definiti con il termine dialettale di gratagamul ed erano degli abili tornitori capaci di sagomare numerosi oggetti usando pochi attrezzi. Gli oggetti fabbricati erano per lo più di uso domestico ma non mancavano a volte anche forme più complesse necessitanti di un'accurata elaborazione e di una grande capacità all'uso del tornio.
L'eco di tali lavorazioni si può riscontrare oggigiorno anche in molta della produzione della moderna industria dei casalinghi.
Questi abili lavoratori provenivano principalmente dalla Valle Strona, zona dove la lavorazione del legno è una tradizione molto antica e dove ancora oggi vi sono alcuni artigiani che tramandano le varie tecniche.
Come prodotto tipico della Valle sono famosi ad esempio i "cazuj' ovvero i cucchiai di legno. Questi artigiani dell'arte di tornire il legno furono agevolati nell'insediamento delle loro tornerie idrauliche dalla presenza in zona di numerosi mulini preposti alla macinazione di miglio, segala, noci e castagne secche.La fine dell'uso di questi mulini per la macinazione permise di sfruttare la forza energetica a carattere idraulico per la lavorazione del legno.
I primi insediamenti risalgono alla seconda metà del secolo scorso. Tale combinazione si rivelò vincente per lo sviluppo di un'attività artigianale quanto mai produttiva, tanto da attirare diversa manodopera e incrementare anche la popolazione del paese.
Vengono prodotti oltre agli oggetti di uso domestico altri usati come componenti nella costruzione di mobili, o altri ancora d'arredamento. La fama dei gratagamul si diffonde tanto da arrivare nelle Esposizioni internazionali che si tenevano nei primi decenni di questo secolo in varie parti d'Europa.
L'energia idraulica lascerà spazio a quella elettrica e nuovi oggetti verranno prodotti come giocattoli, manichini, mobili, ma i tempi eroici a poco a poco finiscono.
Con il passare degli anni le mutate condizioni produttive e lo sviluppo dei sistemi industriali e commerciali hanno portato a una sparizione delle varie realtà del settore.Ma fortunatamente il ricco patrimonio storico artigianale non è andato perduto. Una delle ultime "fabbriche" attiva fino a circa venti anni fa è come sopraccitato in fase di restauro e presto il "Museo dell'arte della tornitura del legno" vi troverà la definitiva sede.
La fabbrica riportata agli spazi originari conterrà strumenti attrezzi di lavoro, oggetti in produzione, documenti che testimoniano l'attività delle varie aziende nel corso dei decenni. Nel frattempo nella vecchia Casa Medioevale 'situata al centro di Pettenasco accanto alla piazza della Comunità è visitabile un interessante mostra di attrezzi e macchinar! usati dai gratagamul oltre naturalmente a un vasto campionario di oggetti realizzati dalla loro abilità manuale e dal loro genio creativo.
Guida Turistica e Atlante Stradale Provincia di Novara
Assessorato al Turismo - Legenda srl Novara
(Domodossola 1991)
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